Trompe l’oeil
Genere di pittura volto a rappresentare la realtà materiale in modo tale da suscitare l’illusione della tridimensionalità e, quindi, della consistenza delle immagini rappresentate.
Trova il suo specifico campo nella
Enciclopedia Treccani
Fase 1 – Sopralluogo
Durante questa fase è mio compito cogliere informazioni sugli spazi, gli ambienti e soprattutto sulle necessità di chi li vivrà, quale sensazione ci si aspetta trasmetta il decoro, quale messaggio o atmosfera.
Spesso indago su cosa piace e cosa no in generale. È molto utile in questa fase poter vedere un ambiente o anche solo degli oggetti di gusto, preziosissimi consiglieri sono i tessuti d’arredo, ma anche accessori d’abbigliamento.
È una fase importante e che amo molto; in questa analisi, il mio lavoro da restauratrice aiuta tantissimo.
Fase 2 – Creazione
In seguito al sopralluogo, fisso le informazioni chiave per non correre il rischio che sfuggano e appena possibile con carta ed acquerelli mi metto al lavoro.
Questa è la fase creativa.
Di solito realizzo alcuni bozzetti molto puntuali alla richiesta, ed altri che sforano un po’ perché suggeriti da mie ispirazioni legate alle informazioni elaborate.
Questi passaggi possono sembrare contorti, in realtà è semplice: tutto nasce e si sviluppa in modo naturale ed intuitivo.
Trovato il soggetto, preparo tutto l’occorrente e realizzo i disegni preparatori su carta, in scala naturale che diventeranno poi gli “spolveri” che mi permetteranno di trasferire le tracce sulle superfici.
Fase 3 – Realizzazione
L’ultima fase è quella in cui tutto prende forma. Preparo le superfici con i fondi adatti, batto gli spolveri ed inizio a dipingere.
Durante questa fase mi piace avere continui riscontri con le committenze in modo da creare una collaborazione, se gradita. Non è raro che alcuni dettagli vengano modificati in corso d’opera per motivi tecnici, estetici o semplicemente di gusto.
Mi piace inserire nelle decorazioni dettagli simbolici, piccoli segreti accordati con le committenze, che abbiano dei significati e che possano destare curiosità in un attento osservatore.
Il contatto con le superfici ed i materiali antichi, grazie al Restauro, fa sì che spesso io insegua gli effetti estetici anche nelle mie decorazioni, che appaiono spesso patinate, risultato che ottengo anche dai materiali che preferisco adoperare, se possibile sempre di origine naturale.
Per me una decorazione è riuscita se alla fine della realizzazione dà l’idea di essere sempre stata lì, che sia difficile immaginare quello spazio senza di essa. Non deve attirare l’attenzione (salvo i casi in cui lo si desideri), ma dialogare con tutti gli elementi presenti per valorizzarsi a vicenda e creare un effetto armonioso.
Realtà o illusione?
Scopri un Trompe l’oeil.
Filatoio, Chiesetta di San Martino, Caselle T.se
Prima
Venni contattata per visionare questa Cappella privata nel 2012. Si trattava di una piccola chiesetta sconsacrata che divenne prima adibita ad uso abitativo ed in seguito per anni inutilizzata.
L’attuale proprietario aveva per lei un bel progetto di valorizzazione, sarebbe diventata la sua biblioteca privata, essendo egli un intellettuale, instancabile cultore di sapere, ricercatore del giusto e del bello, quindi anche grande collezionista di libri e volumi d’ogni genere.
Immaginò un apparato decorativo abbastanza semplice: un cielo con voli e ramage dipinto sulle volte.
Realizzai due bozzetti di cieli con giochi di voli di rondini e ramage incorniciati da fasce che valorizzavano la struttura architettonica, ma l’edificio ed il temperamento del suo fruitore mi suggerirono tutt’altro.
Un passaggio da Luogo Sacro a Luogo di Sapienza è una storia che merita d’essere raccontata tramite le immagini. Pensai così a due figure allegoriche classiche Teologia e Filosofia, rappresentate in monocromia sulle due lunette una di fronte all’altra a dialogare tra loro. Per la volta immaginai un apparato decorativo leggero che prende spunto dalle grottesche, la struttura architettonica sottolineata da cornici in grisaille.
Dopo
L’idea piacque molto e fu il punto di partenza per la nascita di una collaborazione creativa, il mio committente aggiunse molti elementi caratterizzanti, i motti in latino dei cartigli e volle rappresentare gli stemmi di tutte le famiglie che furono proprietarie del Filatoio, il tutto condito da qualche dettaglio simbolico.
L’insieme oltre ad essere un decoro armonioso e gradevole offre più chiavi di lettura della storia di un luogo e di chi lo frequentò.





