Restauro affresco
Strage degli Innocenti

Il grande affresco di fondo rappresenta “La strage degli innocenti”, un episodio presente nel Vangelo secondo Matteo in cui Erode il Grande, re della Giudea ordinò un massacro di bambini allo scopo di uccidere Gesù, della cui nascita a Betlemme era stato informato dai Magi. L’evento non è molto frequentemente rappresentato nell’arte, ma già dal VI secolo le raffigurazioni puntano sulla moltitudine delle piccole vittime che si accattastano al suolo, sulla spietatezza degli sgherri di Erode e la incontenibile disperazione delle Madri.

Nell’opera casellese, oggetto dell’intervento di restauro, toviamo la rappresentazione di una scena particolarmente inusuale ed interessante. In alto a sinistra una donna in abiti pregiati, il suo bimbo non è oggetto della crudeltà delle guardie, ma bensì d’un cane che lo aggredisce. Una delle interpretazioni è che fosse proprio il figlio di Erode, che avrebbe dovuto sopravvivere e invece ha subito la medesima sorte di tutti gli altri non per volere di suo padre, ma per una sorta di giustificazione, anch’essa molto crudele.

L’opera è realizzata con la tecnica dell’affresco, in realtà potremmo parlare di “mezzo fresco”. Quando si cominciava a dipingere un affresco l’intonaco era appena steso, ma a volte capitava che questo si asciugasse prima di aver terminato la porzione prevista. In questo modo il processo chiamato “Carbonatazione” che permette a colore ed intonaco di asciugare fondendosi insieme, avveniva correttamente solo in parte.

Così successe alla nostra opera, dove le parti terminali risultano come se fossero dipinte a secco per cui con una superficie pittorica. Ai fini pratici delle fasi di restauro questo comporta metodi differenti, per le zone “ad affresco”, che sono solide e più facili da trattare, rispetto a quelle “a secco” piu delicate e fragili, dove il colore è più polverulente ed è piu forte il rischio di perdite, soprattutto durante la fase di pulitura.

L’intonachino su cui venne realizzato ha dato molte informazioni. Le tracce visibili ci dicono che è stato suddiviso in due grandi porzioni o “giornate”. Su di esse troviamo le incisioni del disegno preparatorio delle parti architettoniche. Spesso si usava gettare nella calce rifiuti, pensando che essa avesse il potere di igienizzare, in questo caso, questa abitudine è stata causa di una delle problematiche più importanti infatti, numerosissimi crateri di dimensione variabile si erano formati su tutta la superficie, prodotti dal movimento igroscopico del materiale non inerte (legnetti, paglia, tracce di gusci di frutta secca), trattati singolarmente con l’estrazione del materiale incoerente e successiva stuccatura. Durante la fase della pulitura, la piu delicata, è riemersa, la scritta in latino “HOC OPUS F.E. MAII 1708”

Le situazioni che creavano discromie erano differenti, oltre ai soliti problemi di nerofumo ed efflorescenze saline, ho trovato tre problematiche importanti:

– le numerosissime gocce di tinta dovute alle numerose imbiancature di volte e pareti, eliminate tramite bisturi.

– le evidenti macchie brune dovute all’ossidazione di alcuni pigmenti, trattate con impacchi di soluzione detergente più idonea, infine, le ridipinture di un probabile restauro precedente, che si è deciso di mantenere come testimonianza, ma di alleggerirne l’impatto visivo.

Il consolidamento più importante è quello che ha interessato il fenomeno fessurativo che divideva verticalmente, da parte a parte la superficie della lunetta affrescata (creata secondo racconti tramandati da uomo a uomo, da una bomba fatta cadere in prossimità della Cappella sul terminare della Seconda Guerra Mondiale). La fessura è stata consolidata ritoccata, lasciando in sottolivello la stuccatura ed in sottotono il colore, perché resti la testimonianza, ma non rechi disturbo visivo.

Il restauro è terminato con la reintegrazione pittorica e la stesura del protettivo, l’affresco si presenta sano e leggibile pur mantenendo i segni del tempo trascorso.

Dettagli

Caselle
Chiesetta della Madonnina

Categoria

Restauro affresco

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